Descrizione
Vaso in ceramica modernista fiorentina anni ’50 attribuito a Eugenio Pattarino
Realizzato nell’ambito della manifattura fiorentina fondata da Eugenio Pattarino alla fine degli anni ’30, questo vaso testimonia un aspetto meno noto ma particolarmente significativo della sua produzione: la ricerca plastica e decorativa in chiave moderna. La forma è costruita con evidente sensibilità scultorea, derivata dalla formazione originaria dell’artista, e si sviluppa attraverso un equilibrio asimmetrico tra corpo e ansa, che assume un ruolo strutturale e non meramente funzionale.
Opere di questo tipo testimoniano una linea meno documentata ma particolarmente attuale della produzione ceramica fiorentina, oggi riscoperta per il suo linguaggio libero e materico.
La superficie è caratterizzata da smalti spessi e vibranti, applicati su fondo chiaro opaco, secondo una pratica tipica della ceramica fiorentina del dopoguerra. Il linguaggio decorativo si distacca dalla tradizione figurativa per adottare un lessico astratto, fatto di segni elementari e campiture cromatiche primarie, che richiamano suggestioni arcaiche e primitiviste. In questo senso, l’opera si inserisce nel clima di rinnovamento della ceramica italiana del secondo dopoguerra, in dialogo con le esperienze più sperimentali dell’area fiorentina, pur mantenendo una dimensione accessibile e decorativa.
Marchio al fondo “E.P.F. Italy” e numero di modello.
Bellissimo pezzo di artigianato artistico fiorentino, in ottime condizioni di conservazione, senza crepe né rotture (vedi foto).
Eugenio Pattarino (Firenze, 1885–1971)
Scultore e ceramista fiorentino, si forma inizialmente nella lavorazione del marmo e del bronzo, ambito in cui sviluppa una solida sensibilità plastica che rimarrà centrale anche nella produzione ceramica. A partire dalla fine degli anni ’30 si dedica alla ceramica, fondando la manifattura C.A.P.E.F. (Ceramiche Artistiche Professor Eugenio Pattarino), attiva nel contesto vivace della produzione fiorentina del ‘900.
La sua opera spazia da soggetti figurativi di tradizione, come sculture e rilievi di gusto classico e religioso, a produzioni decorative più moderne, caratterizzate da una crescente libertà formale e da un uso espressivo del colore e della materia. In particolare nel secondo dopoguerra, la sua produzione si apre a linguaggi aggiornati, con superfici materiche, smalti vivaci e soluzioni decorative che talvolta si avvicinano a esiti astratti o di ispirazione primitivista.
Pur mantenendo una dimensione artigianale, la manifattura sviluppa una produzione destinata anche al mercato internazionale, contribuendo alla diffusione della ceramica artistica italiana negli anni del boom economico. L’opera di Pattarino si inserisce così nel più ampio rinnovamento della ceramica fiorentina del dopoguerra, in dialogo con le ricerche contemporanee ma con un linguaggio personale, sospeso tra tradizione e modernità.
Misure del vaso in ceramica modernista di EPF Eugenio Pattarino
- Larghezza 19 cm
- Profondità 16,5 cm
- Altezza 36 cm
- Diametro base 11,5 cm
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